Riportiamo di seguito la trascrizione di due articoli che nel dicembre del 1888 il giornale La Gazzetta Piemontese (che nel 1895 assunse il nome attuale di La Stampa) dedicò all'omicidio di Johnny Gill a Bradford.
30 dicembre 1888
BRADFORD. — Un ragazzo squartato. — (Ag. Stef., 29). — Un crimine orribile, simile agli assassinii di White-Chapel, venne scoperto qui stamane. Un ragazzo di nove anni venne trovato morto, nudo ed orribilmente mutilato, in un cortile presso il domicilio dei suoi genitori.
31 dicembre 1888
KILWICH. — Un delitto... immaginario. — (Ag. Stef., 29). — Correva voce che un giovanotto fosse stato assassinato nel villaggio di Kilwich, presso Keighley, e credevasi dallo stesso autore dell'assassinio di Bradford; poiché temesi che l'assassino di donne di White-Chapel siasi trasferito nel Yorkshire, uccidendo ragazzi invece di donne. La notizia del secondo assassinio é smentita; essa fu provocata dall'arresto a Kilwich del presunto autore dell'assassinio di Bradford.
BRADFORD. — Il fanciullo mutilato. — Ecco alcuni maggiori particolari sull'orribile delitto che ci venne ieri segnalato telegraficamente da Londra:
Il corpo dell'ucciso venne rinvenuto nelle dipendenze d'una casa di Bradford, nel Yorkshire. Gl'intestini ed il cuore della vittima erano stati strappati, e giacevano a lato del cadavere, racchiusi in un grossolano involucro. Le gambe e le braccia, tagliate come con un temperino, erano legate al tronco con una cordicella: le orecchie erano tagliate; il petto recava profonde ferite di coltello.
L'identità della vittima fu stabilita; è un fanciullo d'otto anni, chiamato John Gill; era stato visto il giorno prima, con alcuni monelli, trastullarsi pattinando sul ghiaccio.
La Polizia suppone che il delitto abbia per autori degli adolescenti, la cui immaginazione s'era riscaldata udendo parlare dei misteriosi delitti di White-Chapel. Secondo ogni probabilità, l'assassinio venne commesso in altro luogo; è dopo il delitto che il corpo dev'essere stato trasportato nella casa in cui fu scoperto.
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lunedì 11 gennaio 2021
Gli articoli de La Gazzetta Piemontese sull'omicidio di Johnny Gill
sabato 28 novembre 2020
L'omicidio di Johnny Gill
Nel dicembre del 1888, pochi mesi dopo le famigerate gesta di Jack lo Squartatore, un altro omicidio scosse l'Inghilterra vittoriana: quello del piccolo Johnny Gill di soli sette anni nella città di Bradford.
Johnny era il primo figlio di Thomas Gill, un vetturino della zona, e di sua moglie Mary Ann, la coppia aveva in totale quattro figli. Il 27 dicembre Johnny uscì presto come era solito fare per accompagnare il lattaio locale, il ventitreenne William Barrett, nel suo giro di consegne. Il ragazzino non tornò mai più a casa. La famiglia si allarmò non vedendolo tornare e contattò la stampa locale e la polizia; l'ultimo ad aver visto Johnny era quindi stato il lattaio, il quale però dichiarò alla famiglia che il bambino aveva deciso di tornare a casa da solo appena prima dell'ultima consegna e che quindi non aveva informazioni utili per rintracciarlo.
Le ricerche incessanti e le indagini furono vane per i primi due giorni, fino a quando la mattina del 29 dicembre l'assistente del macellaio locale Joseph Buckle entrò nella stalla del suo capo per prendere uno dei cavalli e in una delle rimesse trovò un fagotto di vestiti, sotto al quale si celava il cadavere smembrato di Johnny Gill. Il bambino era stato orrendamente mutilato, sventrato e fatto a pezzi. La causa del decesso erano due ferite al petto, ma gli abiti non presentavano tagli, quindi il bambino era stato spogliato prima di essere ucciso; inoltre l'ano e il pene mancavano tra gli organi sparsi sulla scena del ritrovamento.
Si diffuse subito la voce in città che l'omicidio fosse opera di Jack lo Squartatore; del resto qualche fatto strano che lo lasciasse supporre era avvenuto. Una delle ultime lettere anonime ricevute da un quotidiano a Londra diceva che lo Squartatore si sarebbe spostato dalla capitale. Inoltre il giorno della sparizione del ragazzo un sarto di Bradford, di nome Cahill, era tornato a casa con la moglie dopo alcuni giorni di assenza per partecipare a una festa e a un ballo, e al suo ritorno trovò la casa svaligiata e a soqquadro e l'unica rivendicazione fu un biglietto lasciato sopra a due coltelli incrociati che diceva:
e sul retro recava la scritta:
Tuttavia la polizia non si lasciò influenzare da questa suggestione e procedette all'arresto di William Barrett perché tutti gli indizi sembravano puntare contro di lui. A casa di Barrett fu trovato un coltello che doveva servire a tagliare il pane, ma che corrispondeva alle ferite inferte sul corpo di Johnny. Inoltre alcune testimonianze oculari parvero incastrarlo. Una ragazzina, la finestra della cui camera da letto affacciava su una stalla di proprietà del datore di lavoro di Barrett, disse di aver sentito rumori di arnesi metallici provenire dalla stalla nelle prime ore del 29 dicembre. Un altro testimone, un uomo di nome Dyer, riportò di aver visto Barrett nelle vicinanze della stalla il 27 dicembre con un fagotto tra le mani. Inoltre molti testimoni oculari dissero di aver visto Barrett con Johnny il 27 dicembre dopo l'orario in cui il bambino si sarebbe separato dal lattaio.
Barrett comunque fu scarcerato pochi giorni dopo perché i magistrati non trovarono sufficienti evidenze contro di lui. Il 16 gennaio William Barrett poté quindi tornare a casa.
L'inchiesta proseguì e dopo che il coroner presentò il suo rapporto, la giuria dispose di nuovo l'arresto di Barrett il quale venne rimandato a giudizio e giudicato da un Gran Giurì, ma anche in questo caso il verdetto fu di assoluzione.
Il caso di Johnny Gill resta ad oggi insoluto e neanche gli autori moderni concordano sul verdetto. Lo storico e medico Jan Bondeson, che ha trattato il caso nel suo volume Victorian Murders del 2017, sostiene che Barrett fosse un uomo rispettabile dalla vita normale, sposato da un anno e con un figlio, che non avrebbe avuto nessun interesse uccidere il suo giovanissimo collaboratore; per Bondeson quindi Barrett è innocente. Al contrario secondo la scrittrice Kathryn McMaster, autrice nel 2016 del libro Who Killed Little Johnny Gill?, Barrett sarebbe un sociopatico che commise il delitto perfetto e riuscì a scampare la condanna grazie ad abili avvocati.
È ormai impossibile che il mistero venga dipanato dopo oltre centotrent'anni dal delitto. L'unica cosa certa è che l'assassino di Johnny Gill non fu lo Squartatore di Whitechapel. La vittima è infatti molto diversa da quelle scelte da Jack lo Squartatore, ma lo è anche il modus operandi; infatti Johnny Gill venne dapprima rapito, poi ucciso in altro luogo, smembrato e abbandonato ancora in un'altra posizione. È probabile semmai che l'assassino, chiunque fosse, abbia voluto imitare lo stile di Jack lo Squartatore in modo da allontanare i sospetti da sé.
L'unica cosa purtroppo certa in questa intricata vicenda è che ormai questo orribile delitto rimarrà irrisolto e che il piccolo Johnny Gill non avrà mai giustizia.
Fonti:
Johnny era il primo figlio di Thomas Gill, un vetturino della zona, e di sua moglie Mary Ann, la coppia aveva in totale quattro figli. Il 27 dicembre Johnny uscì presto come era solito fare per accompagnare il lattaio locale, il ventitreenne William Barrett, nel suo giro di consegne. Il ragazzino non tornò mai più a casa. La famiglia si allarmò non vedendolo tornare e contattò la stampa locale e la polizia; l'ultimo ad aver visto Johnny era quindi stato il lattaio, il quale però dichiarò alla famiglia che il bambino aveva deciso di tornare a casa da solo appena prima dell'ultima consegna e che quindi non aveva informazioni utili per rintracciarlo.
Le ricerche incessanti e le indagini furono vane per i primi due giorni, fino a quando la mattina del 29 dicembre l'assistente del macellaio locale Joseph Buckle entrò nella stalla del suo capo per prendere uno dei cavalli e in una delle rimesse trovò un fagotto di vestiti, sotto al quale si celava il cadavere smembrato di Johnny Gill. Il bambino era stato orrendamente mutilato, sventrato e fatto a pezzi. La causa del decesso erano due ferite al petto, ma gli abiti non presentavano tagli, quindi il bambino era stato spogliato prima di essere ucciso; inoltre l'ano e il pene mancavano tra gli organi sparsi sulla scena del ritrovamento.
Si diffuse subito la voce in città che l'omicidio fosse opera di Jack lo Squartatore; del resto qualche fatto strano che lo lasciasse supporre era avvenuto. Una delle ultime lettere anonime ricevute da un quotidiano a Londra diceva che lo Squartatore si sarebbe spostato dalla capitale. Inoltre il giorno della sparizione del ragazzo un sarto di Bradford, di nome Cahill, era tornato a casa con la moglie dopo alcuni giorni di assenza per partecipare a una festa e a un ballo, e al suo ritorno trovò la casa svaligiata e a soqquadro e l'unica rivendicazione fu un biglietto lasciato sopra a due coltelli incrociati che diceva:
Half past nine! Look out! Jack the Ripper has been here!
e sul retro recava la scritta:
I have removed down the canal side. Please drop in! Your truly, SUICIDE.
Tuttavia la polizia non si lasciò influenzare da questa suggestione e procedette all'arresto di William Barrett perché tutti gli indizi sembravano puntare contro di lui. A casa di Barrett fu trovato un coltello che doveva servire a tagliare il pane, ma che corrispondeva alle ferite inferte sul corpo di Johnny. Inoltre alcune testimonianze oculari parvero incastrarlo. Una ragazzina, la finestra della cui camera da letto affacciava su una stalla di proprietà del datore di lavoro di Barrett, disse di aver sentito rumori di arnesi metallici provenire dalla stalla nelle prime ore del 29 dicembre. Un altro testimone, un uomo di nome Dyer, riportò di aver visto Barrett nelle vicinanze della stalla il 27 dicembre con un fagotto tra le mani. Inoltre molti testimoni oculari dissero di aver visto Barrett con Johnny il 27 dicembre dopo l'orario in cui il bambino si sarebbe separato dal lattaio.
Barrett comunque fu scarcerato pochi giorni dopo perché i magistrati non trovarono sufficienti evidenze contro di lui. Il 16 gennaio William Barrett poté quindi tornare a casa.
L'inchiesta proseguì e dopo che il coroner presentò il suo rapporto, la giuria dispose di nuovo l'arresto di Barrett il quale venne rimandato a giudizio e giudicato da un Gran Giurì, ma anche in questo caso il verdetto fu di assoluzione.
Il caso di Johnny Gill resta ad oggi insoluto e neanche gli autori moderni concordano sul verdetto. Lo storico e medico Jan Bondeson, che ha trattato il caso nel suo volume Victorian Murders del 2017, sostiene che Barrett fosse un uomo rispettabile dalla vita normale, sposato da un anno e con un figlio, che non avrebbe avuto nessun interesse uccidere il suo giovanissimo collaboratore; per Bondeson quindi Barrett è innocente. Al contrario secondo la scrittrice Kathryn McMaster, autrice nel 2016 del libro Who Killed Little Johnny Gill?, Barrett sarebbe un sociopatico che commise il delitto perfetto e riuscì a scampare la condanna grazie ad abili avvocati.
È ormai impossibile che il mistero venga dipanato dopo oltre centotrent'anni dal delitto. L'unica cosa certa è che l'assassino di Johnny Gill non fu lo Squartatore di Whitechapel. La vittima è infatti molto diversa da quelle scelte da Jack lo Squartatore, ma lo è anche il modus operandi; infatti Johnny Gill venne dapprima rapito, poi ucciso in altro luogo, smembrato e abbandonato ancora in un'altra posizione. È probabile semmai che l'assassino, chiunque fosse, abbia voluto imitare lo stile di Jack lo Squartatore in modo da allontanare i sospetti da sé.
L'unica cosa purtroppo certa in questa intricata vicenda è che ormai questo orribile delitto rimarrà irrisolto e che il piccolo Johnny Gill non avrà mai giustizia.
Fonti:
- Who Killed Little Johnny Gill? di Kathryn McMaster
- Victorian Murders di Jan Bondeson
martedì 19 novembre 2019
The Dolocher: il demone che terrorizzò la Dublino georgiana
Anche la Dublino dell'età georgiana ebbe un pazzo sanguinario che si aggirava di notte per le sue vie mietendo vittime e sparendo nella nebbia: se il più celebre assassino della Londra vittoriana fu Jack lo Squartatore, il mostro che terrorizzò la capitale irlandese fu The Dolocher.
L'unica fonte su questa storia, che oggi appartiene al folklore irlandese, è un articolo del 24 novembre 1832 del Dublin Penny Journal, tuttora disponibile sul sito JSTOR. La storia narra che un assassino e stupratore seriale chiamato Olocher fu rinchiuso nella prigione di Black Dog, nell'odierno quartiere di Cornmarket vicino alla cattedrale di Christ Church. La notte prima del giorno in cui doveva apparire in tribunale, nel 1788, Olocher si suicidò nella sua cella e poche notti dopo un demone con testa nera da maiale cominciò ad aggirarsi per il penitenziario, aggredendo le guardie. Questi episodi si ripeterono per molti giorni, e una notte di una delle guardie furono trovati solo i vestiti, come se il mostro lo avesse divorato.
Il demone fu identificato con lo spirito di Olocher morto suicida e divenne noto con il nome di Dolocher (probabilmente dalla contrazione di The Olocher, diventato poi D'Olocher e infine The Dolocher).
Da allora numerose donne furono attaccate per le vie della città di notte, una di queste a causa dell'aggressione perse il figlio che portava in grembo. Una sera le autorità della città decisero di sterminare tutti i maiali che giravano per la città, che al tempo erano molti, in modo che l'assassino non potesse nascondersi tra di loro. La mattina seguente le strade furono pulite per evitare che le carcasse e il sangue causassero altro panico.
Dolocher sparì durante la primavera e l'estate, ma l'inverno seguente tornò a colpire tra le strade di Dublino. Una notte Dolocher scelse male la propria vittima, attaccando un fabbro che resistette all'assalto e stese l'aggressore. Una folla si raccolse intorno al mostro steso a terra e una volta tolta la maschera da maiale, Dolocher si rivelò essere la guardia penitenziaria che aveva lasciato solo i propri vestiti al suo posto. Una volta scoperto ammise di essere stato anche l'ideatore della mattanza dei maiali; lo scopo di tutta la messinscena era semplice: intendeva solo rapinare le sue vittime. L'uomo morì in carcere a seguito delle percosse del fabbro.
Negli anni la storia di Dolocher ha ispirato alcuni scrittori di thriller. Il primo di questi fu European P. Douglas che nel 2014 ha dedicato a Dolocher il primo volume della serie di thriller che vede protagonista il detective Alderman James; la seconda è stata Caroline Berry, autrice del romanzo The Dolocher del 2016 i cui protagonisti sono la farmacista Merriment O’Grady e il giornalista Solomon Fish.
È ovvio che parte della storia si perda nella leggenda; non si spiega ad esempio come la guardia abbia potuto fingersi morto per così tanto tempo e al contempo confondersi tra i vigilanti. Ma ogni leggenda ha la sua buona dose di punti oscuri e quella di Dolocher non fa eccezione.
Fonti aggiuntive:
L'unica fonte su questa storia, che oggi appartiene al folklore irlandese, è un articolo del 24 novembre 1832 del Dublin Penny Journal, tuttora disponibile sul sito JSTOR. La storia narra che un assassino e stupratore seriale chiamato Olocher fu rinchiuso nella prigione di Black Dog, nell'odierno quartiere di Cornmarket vicino alla cattedrale di Christ Church. La notte prima del giorno in cui doveva apparire in tribunale, nel 1788, Olocher si suicidò nella sua cella e poche notti dopo un demone con testa nera da maiale cominciò ad aggirarsi per il penitenziario, aggredendo le guardie. Questi episodi si ripeterono per molti giorni, e una notte di una delle guardie furono trovati solo i vestiti, come se il mostro lo avesse divorato.
Il demone fu identificato con lo spirito di Olocher morto suicida e divenne noto con il nome di Dolocher (probabilmente dalla contrazione di The Olocher, diventato poi D'Olocher e infine The Dolocher).
Da allora numerose donne furono attaccate per le vie della città di notte, una di queste a causa dell'aggressione perse il figlio che portava in grembo. Una sera le autorità della città decisero di sterminare tutti i maiali che giravano per la città, che al tempo erano molti, in modo che l'assassino non potesse nascondersi tra di loro. La mattina seguente le strade furono pulite per evitare che le carcasse e il sangue causassero altro panico.
Dolocher sparì durante la primavera e l'estate, ma l'inverno seguente tornò a colpire tra le strade di Dublino. Una notte Dolocher scelse male la propria vittima, attaccando un fabbro che resistette all'assalto e stese l'aggressore. Una folla si raccolse intorno al mostro steso a terra e una volta tolta la maschera da maiale, Dolocher si rivelò essere la guardia penitenziaria che aveva lasciato solo i propri vestiti al suo posto. Una volta scoperto ammise di essere stato anche l'ideatore della mattanza dei maiali; lo scopo di tutta la messinscena era semplice: intendeva solo rapinare le sue vittime. L'uomo morì in carcere a seguito delle percosse del fabbro.
Negli anni la storia di Dolocher ha ispirato alcuni scrittori di thriller. Il primo di questi fu European P. Douglas che nel 2014 ha dedicato a Dolocher il primo volume della serie di thriller che vede protagonista il detective Alderman James; la seconda è stata Caroline Berry, autrice del romanzo The Dolocher del 2016 i cui protagonisti sono la farmacista Merriment O’Grady e il giornalista Solomon Fish.
È ovvio che parte della storia si perda nella leggenda; non si spiega ad esempio come la guardia abbia potuto fingersi morto per così tanto tempo e al contempo confondersi tra i vigilanti. Ma ogni leggenda ha la sua buona dose di punti oscuri e quella di Dolocher non fa eccezione.
Fonti aggiuntive:
- Victorian London had Jack the Ripper, Georgian Dublin had the Dolocher
- Irish Ghosts di John J. Dunne (1999)
- The Dolocher: a legend of the Black Dog Prison, Dublin, da The Dublin Penny Journal, 1832
- The Dolocher, Dublin's Night Prowling Demonic Pig
mercoledì 10 luglio 2019
Jan Bondeson - The Ripper of Waterloo Road: The Murder of Eliza Grimwood in 1838
Nella preziosa collezione di libri dedicata alla storia vittoriana dello storico e medico Jan Bondeson si trova il testo dedicato alla morte della prostituta Eliza Grimwood intitolato The Ripper of Waterloo Road. La donna fu uccisa nel suo appartamento di Waterloo Road, nell'omonimo distretto della capitale, nella notte tra il 25 e il 26 maggio del 1838; la sera prima era stata a teatro, da cui si era allontanata il compagnia di un uomo che fu probabilmente il suo assassino. Eliza fu rinvenuta stesa a terra con la gola squarciata e con lacerazioni sparse sul collo, sul seno e sull'addome.
L'autore descrive quindi il corso delle indagini affidate all'ispettore della divisione L Charles Frederick Field e dei vari sospettati che sono stati vagliati al tempo dell'omicidio e nei decenni successivi. Alla fine del proprio volume Bondeson espone anche quella che secondo lui è la teoria più probabile giungendo a concludere che probabilmente l'assassino di Eliza Grimwood era un assassino seriale (o più probabilmente uno spree killer) che aveva ucciso altre persone prima di Eliza.
A parte il racconto avvincente della morte di Eliza Grimwood e della conseguente indagine il volume di Bondeson è prezioso anche per altri motivi. Ad esempio spiega come il tasso di criminalità nella Londra vittoriana fosse piuttosto alto e come gli omicidi irrisolti di prostitute non fossero casi isolati, Bondeson cita infatti altri casi simili a quelli di Eliza Grimwood per tipologia di vittima e modalità di assassinio. Inoltre il caso di Eliza Grimwood presenta altre somiglianze con quello di Jack lo Squartatore; anche in questo caso, ad esempio, si diffusero teorie del complotto secondo cui l'assassino sarebbe stato legato alla famiglia reale (Carlo II duca di Brunswick, nel caso di Waterloo Road). Inoltre la polizia fu subissata di lettere inviate da chi pensava di poter dare consigli, da chi sosteneva di sapere chi fosse l'assassino e anche da sedicenti assassini che si autoincolpavano. Ovviamente la maggior parte di queste missive fece solo perdere tempo agli inquirenti.
Il testo di Jan Bondeson sull'omicidio di Waterloo Road è quindi una lettura interessantissima non solo perché descrive un cold case tra i più affascinanti della storia, ma anche perché offre ottimi spunti di riflessione più vasti e serve sicuramente ad ampliare la visione di chiunque sia interessato ai più celebri omicidi di Whitechapel.
Link Amazon: The Ripper of Waterloo Road di Jan Bondeson
L'autore descrive quindi il corso delle indagini affidate all'ispettore della divisione L Charles Frederick Field e dei vari sospettati che sono stati vagliati al tempo dell'omicidio e nei decenni successivi. Alla fine del proprio volume Bondeson espone anche quella che secondo lui è la teoria più probabile giungendo a concludere che probabilmente l'assassino di Eliza Grimwood era un assassino seriale (o più probabilmente uno spree killer) che aveva ucciso altre persone prima di Eliza.
A parte il racconto avvincente della morte di Eliza Grimwood e della conseguente indagine il volume di Bondeson è prezioso anche per altri motivi. Ad esempio spiega come il tasso di criminalità nella Londra vittoriana fosse piuttosto alto e come gli omicidi irrisolti di prostitute non fossero casi isolati, Bondeson cita infatti altri casi simili a quelli di Eliza Grimwood per tipologia di vittima e modalità di assassinio. Inoltre il caso di Eliza Grimwood presenta altre somiglianze con quello di Jack lo Squartatore; anche in questo caso, ad esempio, si diffusero teorie del complotto secondo cui l'assassino sarebbe stato legato alla famiglia reale (Carlo II duca di Brunswick, nel caso di Waterloo Road). Inoltre la polizia fu subissata di lettere inviate da chi pensava di poter dare consigli, da chi sosteneva di sapere chi fosse l'assassino e anche da sedicenti assassini che si autoincolpavano. Ovviamente la maggior parte di queste missive fece solo perdere tempo agli inquirenti.
Il testo di Jan Bondeson sull'omicidio di Waterloo Road è quindi una lettura interessantissima non solo perché descrive un cold case tra i più affascinanti della storia, ma anche perché offre ottimi spunti di riflessione più vasti e serve sicuramente ad ampliare la visione di chiunque sia interessato ai più celebri omicidi di Whitechapel.
Link Amazon: The Ripper of Waterloo Road di Jan Bondeson
venerdì 17 marzo 2017
Thames Torso Murders - le vittime
Jack lo Squartatore non fu l'unico serial killer che agì nella Londra vittoriana, nello stesso periodo avvenne infatti la serie di omicidi nota come Thames Torso Murders. Anche quest'altro serial killer non fu mai identificato. Di seguito elenchiamo le vittime che gli vengono di solito attribuite.
Battersea Mystery 1873
Il 5 settembre del 1873 un quarto di torso di donna fu ritrovato vicino a Battersea. In seguito furono ritrovati in varie zone della città un seno destro, un avambraccio sinistro, il bacino e altri resti fino a ricomporre quasi interamente il cadavere.Battersea Mystery 1874
Nel giugno del 1874 il corpo smembrato di una donna fu trovato nel quartiere di Putney, adiacente a Battersea, luogo del primo ritrovamento.Tottenham Court Road Mystery
Il 24 ottobre del 1884 furono trovato vicino a Tottenham Court Road i resti di un cadavere di donna. Pochi giorni dopo un pacco contenente un braccio umano con un tatuaggio fu trovato a Bedford Square.Rainham Mystery
L'11 maggio del 1887 un torso di donna chiuso in un sacco di tela fu trovato nel Tamigi nel quartiere di Rainham. Tra maggio e giugno altri brandelli dello stesso cadavere furono trovati in varie zone della città; alla fine il cadavere fu ricostruito integralmente ad esclusione della testa e della punta dei piedi.Whitehall Mystery
Tra l'11 settembre e il 2 ottobre del 1888 i resti di un cadavere di donna furono trovati in tre diversi luoghi della città, tra cui la futura sede di Scotland Yard. Il cadavere non fu identificato e il corpo non fu ricostruito per intero in quanto l'addome, la gamba destra e la testa non vennero mai trovati.Elizabeth Jackson
Il 4 giugno del 1889 il torso di una donna fu trovato nel Tamigi nel quartiere di Horsleydown, la settimana seguente altri pezzi dello stesso cadavere furono trovati nel fiume. La testa non fu mai rinvenuta. Il cadavere fu identificato come Elizabeth Jackson, una prostituta residente a Chelsea, grazie a una cicatrice sul braccio. Al momento dell'uccisione la donna era incinta di sei o sette mesi, il feto rimossole dall'utero non fu mai rinvenuto.Il torso di Pinchin Street
Il 10 settembre 1889 il torso di una donna fu ritrovato a Pinchin Street. Il cadavere non fu mai identificato.Altre possibili vittime
Nel libro The Thames Torso Murders of Victorian London l'autore R. Michael Gordon sostiene che ci possano essere altri casi collegati a questa serie di omicidi. Nel novembre del 1886 il torso di una donna fu trovato sui gradini di una chiesa a Parigi. Dal cadavere mancavano testa, gambe, braccio destro, seno sinistro e utero. Nel giugno del 1902 il cadavere smembrato di una donna fu trovato a Salamanca Alley, a Londra.
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